La Corte di Cassazione, con sentenza n. 31859/2024, ha offerto una nuova interpretazione sul tema della deindicizzazione di articoli di cronaca giudiziaria. L’orientamento seguito fino a quel momento subordinava la proposizione della richiesta alla deindicizzazione (o quella alla cancellazione) all’ottenimento di una decisione di assoluzione, conformemente al disposto dell’art. 17 del GDPR, oltre che ad un ponderato bilanciamento tra i diritti costituzionali in gioco: i diritti alla riservatezza ed alla privacy devono necessariamente essere interpretati alla luce del diritto all’informazione, protetto dall’art. 21 Cost.
Una rilettura della prospettiva era quantomeno doverosa, soprattutto con l’introduzione dell’art. 64-ter ad opera della c.d. Riforma Cartabia: la tutela del diritto sancito all’art. 17 GDPR risulta potenziata attraverso la previsione di due alternative azioni esperibili, l’una volta all’interdizione dell’indicizzazione e l’altra, al contrario, volta ad agevolarne il conseguimento. Inoltre, il provvedimento di assoluzione emesso a favore dell’accusato costituisce vero e proprio titolo sufficiente all’emanazione della misura di deindicizzazione su informazioni ad esso riconducibili.
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Wednesday, 02 April 2025 15:18

