Thursday, 17 July 2025 08:53

Comporto e licenziamento: spetta al lavoratore giustificare l’assenza

Nell’ipotesi di licenziamento per superamento del periodo di comporto, la Cassazione stabilisce che è in capo al lavoratore l’onere di dimostrare che l’assenza per malattia sia riconducibile alle mansioni svolte e, quindi, imputabile ad una responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell’art. 2087 c.c.. Solo in tal caso, infatti, i giorni di assenza non andranno computati ai fini del comporto.
Più precisamente, l’assenza che duri oltre il periodo di comporto tutelato da CCNL e che dipenda da malattia “lavoro-connessa”, ossia dipendente dalle mansioni svolte dal lavoratore, comporta l’esclusione di detti giorni dal computo del comporto qualora il lavoratore sia in grado di fornire la prova sufficientemente specifica del nesso causale tra la malattia e l’attività lavorativa: solo con l’assolvimento di tale onere obbligatorio, sostiene la Suprema Corte, sarà azionabile la responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c.