quinta-feira, 19 junho 2025 08:51

Perizia stragiudiziale di parte: quale efficacia in caso di mancata contestazione specifica?

In materia di prove civili nel processo, le valutazioni cui si perviene in sede di perizia stragiudiziale non costituendo un fatto giuridico suscettibile di prova, non sono suscettibili all’applicazione dell’art. 115 c.p.c. sul principio di non contestazione; esse rappresentano piuttosto un mero elemento indiziario che dovrebbe essere oggetto di un accurato vaglio del giudice.
Con ordinanza n. 5362 del 28 febbraio 2025 la Cassazione civile ha annullato la sentenza impugnata, la quale aveva disatteso l’istanza di parte – proposta peraltro fin dal primo grado – volta a disporre una consulenza tecnica d’ufficio sul valore locativo di un immobile, ritenendo dirimente per il caso di specie la mancata contestazione della stima contenuta in una perizia di parte depositata da controparte.
La Cassazione ha ritenuto che, qualora una decisione si fondi su perizia di parte stragiudiziale, vada sempre fornita una adeguata motivazione della valutazione medesima da parte del giudice. La consulenza tecnica di parte “costituendo una semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico” è “priva di autonomo valore probatorio” (cfr. Cass civ. n. 259/2013), rappresentando una “mera allegazione defensionale di cui il giudice, per il principio del libero convincimento, deve fornire adeguata motivazione, qualora contenga dati o considerazioni ritenute rilevanti ai fini della decisione” (cfr. Cass. civ. ord. n. 2524/2023): tirando le fila del ragionamento, la Suprema Corte sostiene che le conclusioni raggiunte in perizia stragiudiziale non possano rappresentare oggetto di applicazione del principio di non contestazione sancito all’art. 115 del codice di rito, non avendo valore di fatto giuridico suscettibile di prova; vanno piuttosto qualificati nei termini di elementi indiziari soggetti a doveroso vaglio critico del giudice.